AUTO: I GIOVANI SCELGONO QUELLA A NOLEGGIO

Neopatentato-auto_bassa

L’automobile è una delle voci di costo che più incide sul budget delle famiglie italiane e se l’auto è intestata ad un giovane neopatentato, la spesa totale può arrivare alle stelle; secondo l’analisi di Facile.it, considerando un veicolo nuovo dal valore di 16.800 euro, il costo complessivo nei primi 3 anni di vita del mezzo, includendo RC auto, bollo, manutenzione e spese accessorie, sfiora i 22.000 euro.

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Decreto Rilancio: moratoria sui corrispettivi telematici fino al 1° gennaio 2021

ScontrinoElettronico

Sui corrispettivi telematici, moratoria delle sanzioni prorogata fino al 2021: lo prevede il decreto Rilancio in considerazione della situazione di emergenza epidemiologica da Covid-19, che ha comportato la chiusura di gran parte degli esercizi commerciali e il contenimento degli spostamenti non essenziali. In particolare, fino al 1° gennaio 2021, non saranno punibili le violazioni commesse dagli operatori che non siano in grado di dotarsi - entro il termine del 1° luglio 2020 - del registratore telematico ovvero di utilizzare la procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per la trasmissione dei corrispettivi.

Sui corrispettivi telematici, moratoria delle sanzioni prorogata fino al 2021: lo prevede il decreto Rilancio in considerazione della situazione di emergenza epidemiologica da Covid-19, che ha comportato la chiusura di gran parte degli esercizi commerciali e il contenimento degli spostamenti non essenziali. In particolare, fino al 1° gennaio 2021, non saranno punibili le violazioni commesse dagli operatori che non siano in grado di dotarsi - entro il termine del 1° luglio 2020 - del registratore telematico ovvero di utilizzare la procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per la trasmissione dei corrispettivi.
#italiacomefare
Il decreto Cura Italia non ha esplicitamente previsto nessuna sospensione per i soggetti obbligati alla memorizzazione elettronica e alla trasmissione telematica dei corrispettivi e, nella circolare n. 8/E/2020 (risposta 1.7), è stata esclusa l’operatività della sospensione degli adempimenti per la trasmissione telematica dei corrispettivi, che insieme alla memorizzazione e all’emissione del documento commerciale costituisce un unico adempimento ai fini dell’esatta documentazione dell’operazione e dei relativi corrispettivi.
Leggi anche Fattura elettronica e corrispettivi senza sospensione da Coronavirus
Secondo l’Agenzia delle Entrate, trattandosi di una parte giuridicamente non separabile di un unico adempimento, in alcuni casi fisicamente non autonoma (si pensi alla procedura web “documento commerciale on line”), la trasmissione telematica dei corrispettivi non può essere sospesa, prevalendo, così come accade per le fatture, l’esigenza della controparte di ricevere un documento variamente utilizzabile anche ai fini fiscali.
Nella successiva circolare n. 11/E/2020 (risposte n. 2.4 e ss.) è stato precisato che la sospensione degli adempimenti in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020 si applica ai termini previsti per la trasmissione dei dati relativi alle verificazioni periodiche sui misuratori fiscali e dell’elenco dei tecnici abilitati alla verifica (Agenzia delle Entrate, provvedimento 16 maggio 2005) e per le verificazioni periodiche sui misuratori fiscali.
Da ultimo, il decreto Rilancio interviene sul fronte sanzionatorio, prorogando la moratoria delle sanzioni prevista dall’art. 2, comma 6-ter, D.Lgs. n. 127/2015, sicché - fino al 1° gennaio 2021 - non saranno punibili le violazioni commesse dagli operatori che non siano in grado di dotarsi, entro il 1° luglio 2020, del registratore telematico, ovvero di utilizzare la procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per la trasmissione dei corrispettivi.
Regime sanzionatorio
La non punibilità è riferita alle violazioni disciplinate dall’art. 2, comma 6, D.Lgs. n. 471/1997, secondo cui, in caso di omessa memorizzazione o trasmissione dei dati dei corrispettivi, ovvero di memorizzazione o trasmissione con dati incompleti o non veritieri, si applicano le sanzioni previste nelle ipotesi di violazione degli obblighi di emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale, di cui agli articoli 6, comma 3, e 12, comma 2, D.Lgs. n. 471/1997. Si tratta, rispettivamente, della sanzione pari al 100% dell’imposta corrispondente all’importo non documentato, con un minimo di 500 euro e, nelle ipotesi di quattro distinte violazioni in giorni diversi all’interno di un quinquennio, della sospensione da tre giorni ad un mese della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività, ovvero dell’esercizio dell’attività medesima, sospensione che diventa da uno a sei mesi qualora l’importo complessivo dei corrispettivi oggetto di contestazione ecceda la somma di 50.000 euro.
L’omesso tempestivo invio dei dati, a prescindere dalla modalità di pagamento utilizzata dall’acquirente, costituisce violazione potenzialmente in grado di ostacolare l’attività di controllo, relativa non solo ai corrispettivi in sé, ma anche ad ulteriori adempimenti, come le comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA ex art. 21-bis del D.L. n. 78/2010, oltre ad impedire il rispetto dei doveri istituzionali dell’Amministrazione finanziaria. Per questa ragione, nella risposta all’interpello n. 9 del 2019, l’Agenzia delle Entrate ha escluso che alla violazione in esame possa applicarsi l’esimente contenuta nell’art. 6, comma 5-bis, D.Lgs. n. 472/1997, secondo cui “non sono inoltre punibili le violazioni che non arrecano pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo e non incidono sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta e sul versamento del tributo”.
Ulteriori chiarimenti sono stati forniti dalla circolare n. 3/E/2020 (§ 5), secondo cui, nelle ipotesi in cui il cedente/prestatore tenga un comportamento illegittimo sia in riferimento alla memorizzazione, sia al successivo invio dei dati, è comunque applicabile un’unica sanzione ex articoli 6, comma 3, e 12, comma 2, del D.Lgs. n. 471/1997. L’Agenzia, in tal modo, intende parificare, sotto il profilo sanzionatorio, il soggetto che ha effettuato una corretta memorizzazione cui non segue la trasmissione a colui che, dopo una memorizzazione infedele, abbia inviato regolarmente il relativo dato.
Naturalmente, l’infrazione dell’omissione si perfeziona anche con il mancato rispetto dei termini previsti per la memorizzazione e/o l’invio dei dati, restando ferma la possibilità di ravvedimento operoso ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997.
L’Agenzia nulla ha specificato in merito alla possibilità di applicare, in maniera non cumulativa, ma alternativa, l’istituto del “cumulo giuridico” di cui all’art. 12 dello stesso D.Lgs. n. 472/1997. Tale soluzione dovrebbe, tuttavia, essere percorribile in conformità a quanto esplicitamente espresso dal principio di diritto n. 23/E/2019 per l’analoga ipotesi dello scarto, da parte del Sistema di interscambio, del file della fattura elettronica o del lotto di fatture elettroniche, che integra la fattispecie di omessa fatturazione (cfr. provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 164664/2019, § 2.4).
Le sanzioni previste nel caso in cui non sia regolarmente adempiuto l’obbligo di memorizzazione e di trasmissione telematica dei corrispettivi sono applicate anche nell’ipotesi in cui il normale adempimento sia impedito da eventi straordinari, come un dispositivo fuori servizio. In tale eventualità, da considerare eccezionale, nella circolare n. 3/E/2020 (§ 5) è stato chiarito che la memorizzazione elettronica deve essere effettuata mediante procedure alternative (nella specie, l’annotazione dei dati dei corrispettivi delle singole operazioni giornaliere su apposito registro da tenere anche in modalità̀ informatica), ma la trasmissione dei dati è comunque indispensabile per non incorrere in sanzioni.

Proroga della moratoria delle sanzioni fino al 1° gennaio 2021
L’art. 2, comma 6-ter, del D.Lgs. n. 127/2015 stabiliva che, nel primo semestre di vigenza dell’obbligo di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica dei corrispettivi, decorrente dal 1° luglio 2019 per i soggetti con volume d’affari superiore a 400.000 euro e dal 1° gennaio 2020 per gli altri soggetti, le sanzioni di cui sopra non si applicassero in caso di trasmissione telematica dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fermi restando i termini di liquidazione dell’IVA.
Il decreto Rilancio, modificando tale disposizione, prevede che, nel primo semestre di vigenza dell’obbligo di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica dei corrispettivi, decorrente dal 1° luglio 2019 per i soggetti con volume d’affari superiore a euro 400.000 e fino al 1° gennaio 2021 per gli altri soggetti, il regime sanzionatorio sopra esposto non si applichi in caso di trasmissione telematica dei corrispettivi entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fermi restando i termini di liquidazione dell’IVA.
Pertanto, la norma proroga fino al 1° gennaio 2021 la non applicazione delle sanzioni di cui al comma 6 dell’art. 2, D.Lgs. n. 127/2015 nei confronti degli operatori che non sono in grado di dotarsi, entro il 1° luglio 2020, di un registratore telematico, ovvero di utilizzare la procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Come precisato dalla Relazione illustrativa, resta fermo l’obbligo, per tali soggetti, di emettere scontrini o ricevute fiscali, annotare i corrispettivi nel relativo registro e trasmettere telematicamente, con cadenza mensile, i dati dei corrispettivi giornalieri secondo le regole tecniche previste dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 236086/2019.

Soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria
La proroga interviene anche sulle disposizioni del comma 6-quater del citato art. 2 del D.Lgs. n. 127/2015, relative ai soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata. Prima della modifica normativa era previsto che tali soggetti, a decorrere dal 1° luglio 2020, dovessero utilizzare i registratori telematici per adempiere all’obbligo di memorizzazione elettronica e di trasmissione telematica dei corrispettivi esclusivamente al Sistema Tessera Sanitaria.
Per effetto della proroga, slitta al 1° gennaio 2021 il termine di adeguamento dei registratori telematici per la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri al Sistema Tessera Sanitaria.

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Lotteria degli scontrini: si giocherà solo da gennaio 2021

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L’avvio della lotteria degli scontrini slitta dal 1° luglio 2020 al 1° gennaio 2021: il decreto Rilancio prevede il differimento dei termini di decorrenza del nuovo concorso a premi fiscale. L’emergenza da Covid-19, con la chiusura di gran parte degli esercizi commerciali (soprattutto di piccole dimensioni) e il contenimento degli spostamenti non essenziali, rende difficoltosa la distribuzione e l’attivazione dei registratori telematici, mettendo a rischio la possibilità per la totalità degli esercenti con volume d’affari inferiore a 400.000 euro di dotarsi di tale strumento e, quindi, poter trasmettere i dati della lotteria a partire dalla prevista data del 1° luglio.
Slitta a gennaio 2021 la lotteria degli scontrini, quel gioco che prevede l'estrazione di premi fino ad 1 milione di euro per quanti si faranno rilasciare lo scontrino fiscale digitale. È questa la previsione inserita nel decreto Rilancio, il quale introduce un differimento dei termini della decorrenza del nuovo concorso a premi fiscale.
Secondo la Relazione illustrativa del citato decreto, la proroga si rende necessaria in considerazione del fatto che la situazione di emergenza epidemiologica, con la chiusura di gran parte degli esercizi commerciali e a causa degli scarsi spostamenti dei cittadini, rende difficoltosa la distribuzione e l’attivazione dei registratori telematici, mettendo così a rischio la possibilità per la totalità degli esercenti con volume d’affari inferiore a 400.000 euro di dotarsi di tale strumento e, quindi, di poter trasmettere i dati della lotteria già a partire dal prossimo 1° luglio.
In parallelo, peraltro, il decreto proroga al 1° gennaio 2021 anche la non applicazione delle sanzioni di cui al comma 6 dell’art. 2, D.Lgs. n. 127/2015 nei confronti degli operatori non ancora dotati di registratori telematici: gli effetti della pandemia, quindi, consentiranno ad essi di non dotarsi entro il 1° luglio 2020 dei detti registratori, né di utilizzare la procedura web messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
Ovviamente, per tali soggetti rimarrà fermo fino a dicembre l’obbligo di emettere scontrini o ricevute fiscali, registrare i corrispettivi ai sensi dell’art. 24, D.P.R. n. 633/1972 e trasmetterli telematicamente con cadenza mensile alle Entrate, tanto quanto ad oggi previsto fino a giugno.


Il perché del rinvio
Il rinvio della lotteria viene motivato dalla necessità di non creare confusione tra quei contribuenti che sarebbero impossibilitati a partecipare alla lotteria per acquisti effettuati proprio presso gli operatori autorizzati non muniti di registratori telematici e solo da gennaio sarà, quindi, consentito ai privati consumatori di partecipare all'estrazione a sorte, tramite acquisti di beni e servizi presso i commercianti al minuto.


Non cambiano le regole del gioco
Nulla, invece, muterà per il regolamento di partecipazione al gioco e potranno sempre aderire alla lotteria solo le persone fisiche (maggiorenni e residenti nel territorio dello Stato) che effettueranno acquisti di beni e servizi al di fuori dell'esercizio d'impresa, arte o professione sempre che, all'atto dell'acquisto, comunichino all'esercente il "codice lotteria" (pseudonimo del codice fiscale del cliente che ne consente l'identificazione, ottenibile sul portale lotteria www.lotteriadegliscontrini.gov.it).
Utile, invece, ricordare che gli acquisti effettuati nell'esercizio d'impresa e gli acquisti online non consentiranno la partecipazione, così come gli acquisti documentati con e-fattura e quelli trasmessi al Sistema Tessera sanitaria.
Non sarà sicuramente un grosso problema in questo momento di crisi, ma l’emergenza Covid-19 rinvia anche i sogni di coloro che già da luglio speravano di poter cambiare vita grazie alla loro fedeltà fiscale e solo il prossimo anno potranno ambire a vincere gli allettanti premi.
Questa nuova “riffa di Stato”, infatti, attribuirà un premio da 1 milione di euro quale estrazione annuale, 3 premi da 30.000 euro per ogni estrazione mensile e 7 premi da 5.000 euro per ogni estrazione settimanale. Sono previsti inoltre altri premi, cd. "zero contanti".
Questi importi non concorrono a formare il reddito del percipiente e non sono assoggettati ad alcun ulteriore prelievo erariale e ciò, quindi, renderà ancor più interessante il premio e il desiderio di ricevere comunicazioni portanti notizie di queste future vincite le quali, se gli appassionati contribuenti registreranno l'indirizzo nell'area riservata del "portale lotteria", perverranno tramite raccomandata, PEC, SMS, e-mail o anche instant messaging.
I “biglietti” estratti saranno altresì pubblicati, di volta in volta, su un portale della “fortuna fiscale”: da gennaio 2021, quindi, il Fisco non porterà più solo cattive notizie.

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LOTTERIA DEGLI SCONTRINI 2020: COME FUNZIONA

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Lotteria degli scontrini 2020: come funziona, come partecipare e dove richiedere il codice da comunicare al negoziante? Tutte le regole, i premi e le istruzioni fornite ad oggi dall’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito le prime istruzioni sulla lotteria degli scontrini che, dal prossimo 1° gennaio, punta a contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale giocando sul conflitto di interessi tra consumatori e commercianti.
Per partecipare alle estrazioni, e puntare ai corposi premi previsti, il contribuente dovrà fornire al commerciante il proprio codice lotteria, da scaricare sul sito che verrà predisposto dall’Agenzia delle Entrate.
La lotteria degli scontrini sarà a partecipazione facoltativa: solo chi comunicherà il codice al commerciante concorrerà alle estrazioni.
Si attendono ancora ulteriori modifiche sul funzionamento ma, intanto, cresce l’interesse dei consumatori su cos’è e come funziona la lotteria degli scontrini, ma soprattutto su quali sono i premi in palio: si parla di somme che vanno dai 10.000 euro, fino ad 1 milione di euro.
Potranno partecipare alla lotteria degli scontrini tutte le persone fisiche maggiorenni residenti in Italia che effettuano acquisti di beni o servizi, fuori dall’esercizio di attività di impresa, arte o professione.
L’obiettivo finale è quello di contrastare l’evasione fiscale, invogliando i contribuenti a richiedere il rilascio di scontrini e ricevute.


Ecco come funzionerà
Secondo il Governo, la possibilità di partecipare alla lotteria di Stato dal 1° gennaio 2020 incentiverà i consumatori a richiedere l’emissione dello scontrino fiscale al rivenditore.
Ricordiamo che proprio a partire dalla medesima data entrerà in vigore l’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi per tutti gli operatori IVA, il cosiddetto scontrino elettronico che già dal 1° luglio 2019 è obbligatorio per i soggetti con volume d’affare superiore a 400.000 euro.
La lotteria degli scontrini sarà la prima misura anti-evasione che coinvolgerà direttamente il consumatore, il quale al momento dell’emissione dello scontrino dovrà fornire al rivenditore del bene o al professionista il proprio codice lotteria per poter partecipare all’estrazione dei premi mensili ed annuali previsti.
Il codice rilasciato finirà nel calderone di dati che il titolare di partita IVA dovrà trasmettere all’Agenzia delle Entrate che, a sua volta, fornirà le informazioni necessarie per l’estrazione a sorte all’Agenzia dei Monopoli.
Il Decreto Fiscale 2020, per evitare intoppi sulla riuscita del piano anti-evasione del Governo, ha completato il quadro delle regole alla base della lotteria degli scontrini: per i commercianti che rifiuteranno di inserire il codice fiscale del cliente, sarà prevista una sanzione dai 100 ai 500 euro.
Come anticipato, il consumatore che intende partecipare alla lotteria dovrà rilasciare all’esercente il proprio codice lotteria, da scaricare sul portale dedicato che verrà predisposto dall’Agenzia delle Entrate.
Il codice, così come i dati relativi alla vendita (modalità di pagamento, ammontare del corrispettivo) saranno poi trasmessi dai commercianti all’Agenzia delle Entrate. I titolari di partita IVA avranno un ruolo fondamentale nell’operazione e, in primo luogo, dovranno aggiornare i registratori telematici entro il 31 dicembre 2019 per consentire l’acquisizione del codice lotteria anche tramite lettura ottica.
Favoriti i pagamenti con carta o bancomat
In attesa di conoscere le regole ufficiali, che dovranno essere definite dalle Dogane, di intesa con le Entrate, sono già noti alcuni dei dettagli su come funzionerà la lotteria degli scontrini e quali sono i premi in palio.
L’estrazione mensile premierà, i primi 3 classificati con l’assegnazione di un premio di 50.000 euro per il primo, di 30.000 euro per il secondo, e di 10.000 euro per il terzo classificato.
Più interessante l’estrazione di fine anno che premierà il più fortunato con un premio fino ad un milione di euro.
I biglietti della lotteria degli scontrini non saranno cartacei ma virtuali e, stando alle anticipazioni, verranno rilasciati nel caso di spesa pari almeno ad 1 euro.
Si avrà diritto a 10 ticket per ogni euro speso. Favoriti ancora una volta i pagamenti con carte o bancomat per i quali le opportunità di vincita aumenteranno a seguito di una maggiorazione del 100% e, in sostanza, aumenterà il numero di biglietti rilasciati.
I biglietti vincenti saranno determinati sulla base del numero generato da un Random number generator (Rng), che sarà opportunamente verificato da società autorizzate o da un altro centro di ricerca universitario. La notizia della vincita avverrà tramite posta elettronica certificata (Pec) nel caso in cui il vincitore abbia fatto la registrazione al portale della lotteria oppure tramite raccomandata con avviso di ricevimento, dopo aver individuato l'ultimo domicilio conosciuto del vincitore tramite Anagrafe Tributaria o Anagrafe nazionale della popolazione residente. I vincitori entro 90 giorni dovranno reclamare il premio, le vincite non incassate confluiranno nel montepremi annuali.
La finalità perseguita dalla legge di conversione del Decreto Crescita è quella di spingere i contribuenti a pagare con mezzi di pagamento tracciabili come Bancomat e carte che saranno la porta d’accesso ai premi di Stato. Di fatto, chi eliminerà il contante dalle proprie tasche, aumenterà le proprie opportunità di vincita.
Dal 2020 al via l’obbligo di trasmissione a dei corrispettivi per i titolari di partita IVA
L’avvio della lotteria degli scontrini sarà legato a doppio filo all’entrata in vigore dell’obbligo generalizzato di trasmissione telematica dei corrispettivi. Fondamentale, dunque, il rapporto tra consumatori e negozianti.
A partire dal 1° gennaio 2020 sarà obbligatorio per tutti il cosiddetto scontrino elettronico, che manderà in soffitta la carta anche per i soggetti tenuti a certificare le operazioni mediante scontrini o ricevute fiscali.
Il 1° luglio 2019 la novità, che si affianca alla fatturazione elettronica, ha già coinvolto i titolari di partita IVA con volume d’affari superiore a 400.000 euro.
Secondo le regole generali previste dal Decreto Legge fiscale collegato alla Manovra, la trasmissione dei dati da parte degli operatori IVA non riguarda solamente il dato cumulato dei corrispettivi giornalieri, ma anche i dettagli della singola operazione, ovvero:
• data;
• importo;
• modalità di pagamento;
• codice lotteria del cliente.
Solamente tramite l’acquisizione dei dati sopracitati sarà possibile per l’Agenzia delle Entrate attuare i processi automatici di estrazione a sorte.

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Il vostro Samsung è lento? Ecco cosa fare...

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Purtroppo non è così raro trovare uno smartphone Samsung lento: ci mette un po' a sbloccarsi, le app si aprono con tempi intollerabili e i lag grafici si sprecano. Benvenuti nel club!

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